Gustav Leonhardt 1928-2012
by Federico Gnech
Brutta coincidenza: proprio nel giorno in cui decido di iniziare a leggere un libro su Johann Sebastian Bach e i suoi figli, scompare uno dei più grandi interpreti bachiani. Lo scorso Dicembre, a Parigi, Leonhardt aveva tenuto il suo ultimo concerto, già stanco e malato, per annunciare poi il suo ritiro definitivo. E ieri se n’è andato a fare compagnia al maestro di Eisenach. Una vita per la musica che finisce quando finisce la musica, verrebbe da dire. Tra i padri dell’intepretazione filologica della musica barocca, aveva interpretato lo stesso personaggio-Bach in Cronaca di Anna Magdalena Bach, di Straub e Huillet. Io, da semplice ascoltatore profano, ricordo bene l’unica volta in cui lo ascoltai dal vivo, una quindicina di anni fa, alla tastiera di un rispettabile organo dell’ottocento, nella chiesa arcidiaconale del paesello (eh già, in montagna capita spesso che i preti siano più colti e amanti del Bello degli assessori alla cultura). Qui una bella intervista rilasciata anni fa a “Diapason” e riportata dall’ottimo Heinrich Von Trotta.


Ciao guarda cosa ho trovato? http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/08/14/la-post-crociera.html
scusa se commento in un post in cui c’entra nulla, ma il pezzo e’ irresistibile
(Ne ho visto uno, un signore sulla cinquantina, che leggeva Svevo, e volevo proporgli un ammutinamento)
Eh sì, Serra è sempre Serra, dai tempi di Tutti al mare, almeno.