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un cane scioltissimo

Tag: feccia nazista

Buon 2012

Dopo Torino e Firenze, tocca andare a Roma e di nuovo a Torino per sentire che aria tiri in questo Paese. Scadrò certamente nel trito luogo comune sulla mala de ‘na vorta, sul codice d’onore, sul fatto che un rapinatore perbene non tira fuori il ferro se non per difendersi dalla madama, e in ogni caso mai in presenza di bimbi, ma insomma un certo imbarbarimento è evidente. Lo dice pure Michele Placido, il nostro maggior criminologo – già, perché è divenuta consuetudine dei nostri giornalisti correre ad intervistare il regista di Romanzo Criminale dopo ogni singolo ammazzamento in area romana.

Non so se l’assassinio della piccola Joy e di suo padre possa essere definito razzista, in sé. E’ più probabile che l’origine delle due vittime sia un dato del tutto accidentale e che al banco del money transfer potesse esserci chiunque altro. E’ anche possibile, tuttavia, che un certo sentimento anticinese abbia avuto il suo peso al momento di premere il grilletto, qualunque fosse la nazionalità – ancora ignota – dei rapinatori. Ma questa tragedia fornisce comunque il pretesto per riflettere (qui da noi, si sa, ci vuole almeno un morto ammazzato per far riflettere la gente) sulla montante sinofobia in questo Paese, un fenomeno che purtroppo la crisi non potrà che acuire. Nell’epoca del differenzialismo, l’antirazzismo generico non serve granché: difficile trovare qualcuno che dichiari pubblicamente di credere in una gerarchia razziale. Uno che vi dica quanto i Cinesi abbiano rovinato l’Italia lo trovi invece in ogni bar. Occorre sempre qualcuno cui addossare la colpa del nostro declino economico. E la sinofobia contemporanea è una forma di pregiudizio diversa dal vecchio razzismo coloniale, ottocentesco, à la Gobineau. E’ quella forma di fobia verso le minoranze che raggiungano l’integrazione economica e sulle quali vengono proiettate allucinate fantasie su poteri occulti o manifesti e piani di dominio.
Del resto il tg2, quel rotocalco da parrucchiere, all’indomani dell’episodio, descriveva i Cinesi come “popolo laborioso, all’interno delle cui comunità si concentrano grandi quantità di denaro” (Ma pensa: uno che lavora ad un Money Transfer e che maneggia grandi quantità di denaro). La parrucchiera ascolta e ripete che “I Cinesi sono una mafia, hai visto quanti soldi fanno girare…”. Sono vecchi meccanismi retorici che conosciamo bene: si provi a sostituite “Ebrei” a “Cinesi”. Il parallelo tra le due diaspore (soprattutto negli USA, paese in cui l’integrazione è anni luce avanti a noi) e tra sinofobia e antisemitismo è già stato proposto, lascio a voi ogni considerazione ulteriore. (Certo, la Tigre Cinese è grande e fa paura un po’ a tutti. Il che non ha impedito massacri e discriminazioni nella relativamente vicina Indonesia).

A proposito di antisemitismo e razzismo tout-court, è di questi giorni il ritorno sulle scene di Renato Pallavidini, rossobruno negazionista della Shoah e professore nientemeno che al liceo D’Azeglio di Torino (dove studiarono, tra gli altri, Cesare Pavese e Primo Levi). Conosciamo dalla sua attività in rete il tenore delle sue dichiarazioni su Ebrei, Rom e Africani. Nella sua ultima uscita il professore minacciava una strage in sinagoga in caso gli fosse stato sospeso l’account su facebook (osservate a che punto può arrivare la Social Network Addiction!). Sulla lotta al razzismo attraverso qualche dispositivo giuridico ad hoc ho già scritto qui, e sui provvedimenti censori rimango dubbioso: non so che senso abbia la sfida ad oscurare fino all’ultimo server, fino all’ultima pagina web. In questo caso esiste però un’urgenza ad agire, dal momento che abbiamo a che fare con un’insegnante. Un professore che usa la sua posizione per trasmettere idee ripugnanti a cervelli ancora mollicci. Credo che l’unica cosa da fare sia sbattere fuori questo signore dalla Scuola Pubblica senza tanti complimenti. Cosa che temo, non avverrà. In effetti, già nel 2007 il mentecatto nazista si rifiutò di far partecipare la sua classe alla Giornata della Memoria. La protesta di un certo numero di genitori riusci a ottenere, se non altro, che Pallavidini fosse sanzionato con la perdita di un anno di anzianità lavorativa. Peccato che l’anno scorso il Giudice del Lavoro abbia sancito la totale riabilitazione della merdaccia con una sentenza dalle motivazioni incredibili (salutata naturalmente come vittoria sulla “lobby sionista” dai cerebrolesi di forumpalestina). In tempi di aspro dibattito sulle questioni dell’economia e del lavoro salariato, questo episodio dà veramente la misura di quale ridicolo Paese sia il nostro.

Un altro mondo è possibile

Non ho nulla da dire sull’uccisione di Gheddafi in sé, attendo i consueti esercizi dietrologici e, nel giro di qualche settimana, lo sputtanamento di quanto di buono c’è nella deposizione di un tiranno. Quello che ha veramente attirato la mia attenzione è il commento di Mario Borghezio sulla fine del rais:

«Un grande leader, un vero rivoluzionario non confondibile con i nuovi dirigenti libici portati al potere dalle baionette della Nato e dalle multinazionali del petrolio»

Il personaggio lo conosciamo bene, ce lo siamo immaginato in mimetica, novello Rommel, a sostenere il Colonnello, il nostro fidato poliziotto di frontiera. Ma la simpatia per Gheddafi non è faccenda recente per Borghezio né, tantomeno, per un suo vecchio amico e camerata dei tempi della Jeune Europe, il nazislamico-tradizionalista  Claudio Mutti. (Si consoli il prof.Mutti per la grave perdita: la morte dell’autore, come sempre avviene, farà impennare le vendite di Socialismo e Tradizione).

Sia chiaro, di fascisti nella Lega non ce n’era nemmeno l’ombra, prima che li portasse Tosi, e nessuno è mai andato a rendere omaggio ai caudillos di mezzo mondo.

Nazi D.O.C.

Su WordPress è attivo un algoritmo antispam che si chiama Akismet. E’ molto efficiente e finora non ha lasciato passare nulla di indesiderato. Lo lascio lavorare e non mi accorgo di niente. Stamattina, però, mi punge vaghezza di dare un’occhiata ai commenti in coda. A parte lo spam dei blog di forex in inglese, con una certa sorpresa trovo, vecchio di una settimana e prossimo all’eliminazione, il vivace commento di un certo Paolo Sizzi, “identitario bergamasco e quindi lombardo“. Rispondendo al titolo del mio post Che lingua parlano gli orchi?, Sizzi scrive:

“Che lingua parlano gli orchi? Toscano con accento meridionale o arabo, cinese, spagnolo, romeno, albanese e lingue negre.”

Ullallà, un razzistone! Di più: uno di quei (spero pochi, comunque troppi) bergamaschi contenti della scomparsa della povera Yara, che ha fornito loro l’occasione per dimostrare al mondo quale putredine abbiano nella testa. D’istinto avrei cestinato il commento e aperto le finestre per far uscire il tanfo. Epperò credo vada colta l’occasione di mostrare ai miei lettori com’è fatta un’autentica merda. Una tantum si può fare. Nel piccolo manifesto del blogger (“Paulus Lombardus”…) leggiamo:

“Ho aperto questo spazio virtuale per motivi propagandistici legati al Lombardesimo, ovvero l’esaltazione nazionalistica di tutto ciò che è lombardo, poiché è mia ferma intenzione impegnarmi sulla Rete e soprattutto sul territorio per l’autodeterminazione e l’Indipendenza della Nazione Lombarda, della Grande Lombardia storica che comprende Insubria, Orobia, Padania e Piemonte.”

E fin qui siamo dalle parti dei consueti deliri storico-geografici dei legaioli, fregnacce sulla “ferrea volontà”, il Bene della Nazione Lombarda, eccetera. Il bello viene poi:

“Ma il mondo reale non è che un incubo da esorcizzare col risveglio d’Europa e di tutte quelle Nazioni senza stato bisognose di rivincita e riscossa, e a questo proposito è una guerra costellata di mille nemici apparentemente invulnerabili.

Per citare i principali Italia, stati-apparato europei, Eurolandia, America, Israele, sistema-mondo.”

Doppio ullallà, un nazista! E non finisce qui, basta cercare a caso tra gli altri post. Dove peschi, peschi bene e mica robetta ma titoli come Soluzione Finale del Problema Ebraico.

Vi confesso che tutta la manfrina sulla violenza del mio articolo sugli scontri di piazza, nel caso dei nazi non vale più. Oh, è l’eccezione che conferma la regola. Naturalmente spero non si presenti mai l’eventualità di incontrare una simile faccia di cazzo.

Quindi, ricapitolando: legaiolo, razzista, antisemita (“razionalmente antisemita“), antimondialista e filopalestinese (come tutti i nazi D.O.C.). Certo, per Sizzy l’islam è un problema, ma, per citare la sua sintesi geopolitica da nazileghista,

“Una volta liquidato per sempre il carognoso problema ebraico si comincerà a pensare a come tenere a bada e neutralizzare il pericolo islamico, sebbene io sia dell’idea che vendicandosi di Giuda, Maometto si ritroverà ad essere bello sazio ed esausto.”

Non credo ci saranno altre occasioni di scambio con Sizzy, eppure quest’unica volta è stata utile, almeno per me. E’ un campione rappresentativo dell’enorme ammasso di spazzatura che circola in Rete e sulla quale da più parti si invocano provvedimenti forti. L’ultimo in ordine di tempo è quello della proposta presentata alla camera da Fiamma Nirenstein (sì, quella che sta nello stesso partito col fascista e antisemita Ciarrapico. Transeat.). Da libertario quale sono, resto contrario a qualsiasi limitazione della libertà di espressione e non si tratta di una mera (si fa per dire) questione di principio. Io la spazzatura prodotta da gente come Sizzy la voglio poter leggere e credo che a un vero democratico il tanfo di merda non debba spaventare. Occorre anzi annusare bene e imparare a distinguere la varie puzze. Per restare in metafora, non serve mettere il coperchio alla fogna, serve invece tenerla d’occhio per evitare che tracimi. E’ quella che si chiama la “vigilanza democratica e antifascista”. Alla quale è iscritto per merito anche il simpatico Akismet, il primo plugin antispam-antifa.

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