Watson contra Deleuze

Mica posso scrivere solo di televisione. Che cosa penserebbero di me i miei amici più colti? Con la necessaria arroganza, potrei mettermi invece a pisciare su qualche fuocherello sacro della cultura accademica contemporanea. O lasciarlo fare ad altri… Ben Watson è un critico musicale, scrive su The Wire ed è marxista. E’ un grande appassionato di Frank Zappa e anche solo per questo non può che starmi simpatico. Nelle sue pagine web, tra le altre cose, si trova questo gustosissimo saggio che arriva a parlare della Fenomenologia dello Spirito di Hegel partendo dall’iconografia delle copertine zappiane, non trascurando di passare per Dada e situazionisti…Ma l’oggetto del post è un altro. Pisciare sui fuochi sacri, appunto:

Deleuze e Guattari posano ad assassini dell’intera tradizione di pensiero occidentale, ma in realtà sono solo clown che riciclano la montagna di trucchi che ha costituito la lingua franca della filosofia attraverso le epoche. Ad esempio descrivono un organo come un sistema di interruzioni piuttosto che di connessioni: l’ano è la macchina che seziona il flusso della merda. Ma questa è la vecchia storiella di come si costituiscono le distinzioni. Secondo Aristotele, Talete disse che ogni cosa nell’universo è fatta d’acqua, dando così inizio all’idea della materia, della differenziazione e degli elementi. Deleuze e Guattari dicono che il mondo è merda e l’ano sta lì apposta per tagliarla, ma essenzialmente è la stessa mossa: un affermazione di pura continuità. Ciò dovrebbe far sorgere la domanda sulla differenza qualitativa, domanda puntualmente elusa.

Il resto della critica ‘punk e trotskista’ mossa a Deleuze e Guattari da Ben Watson lo trovate qui.

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One thought on “Watson contra Deleuze

  1. gegen85 ha detto:

    1)Guattari e Deleuze (G,D) elaborano concetti filosofici totalmente de-alienati; la realtà di tali concetti non si dà, nello stato alienato delle cose, poichè gli anzidetti esprimono un’intensità puramente immaginaria, la quale intensità appare alla stregua di un flusso di concetti irreali che, dal momento che non appartengono al reale, risultano essere forza necessariamente immaginaria atta a demistificare la realtà alienata. Dunque, il reale alienato è costantemente relazionato alla forza immaginaria dei concetti de-alienati.
    2) Il collegamento tra l’ano e la merda, è certamento un collegamento macchinico, ma, è doveroso, da parte mia, sottolinearlo, tale collegamento, se fosse mera distinzione aristotelica, sarebbe un collegamento PERSONALE, un relazione tra DIVERSI già PERSONALMENTE compiuti; pertanto, il legame che si stabilisce tra l’ano e la merda, tra il seno e il bambino, non determina il riconoscimento della diversità soggettiva (in Aristotele l’individuazione avviene secondo categorie che presuppongono la diversificazione tra sogg. e ogg.), bensì l’infante che poppa la tetta stabilisce una relazione intensiva in cui l’infante succhia (esercita una forza), e la madre (O CHICCHESIA) produce latte (esercita anch’essa una forza). Tuttavia, la relazione tra il succhiare e il produrre latte è IMPERSONALE, PRE-INDIVIDUALE, non presuppone assolutamente la distinzione aristotelica; il bambino trae forza da un’altra forza; egli non SI CONOSCE come soggetto distinto; la madre produce latte indipendentemente da chi succhia la propria tetta.
    La continuità (aristotelica) presuppone una distinzione identitaria di cui G, D non discutono mai.Non c’è soggetto, nè oggetto. In A. si.

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