Arte e spazzatura

La forza dell’Arte sta – anche – nella sua capacità di costruire mondi, rileggendo con occhi diversi la realtà fattuale. Anche se più spesso capita che sia la realtà a guardare all’arte, in particolare al concettuale, con occhi diversi. Diversi da quelli del critico, il che non è sempre un male. Dalla visita alla Biennale ’78 della coppia Alberto Sordi-Anna Longhi ne Le vacanze intelligenti A Re’, me volevano compra’ pe’ dieciotto mijoni!») fino al gustoso episodio accaduto nei giorni scorsi a Padova. Piazzata in strada nell’ambito di una rassegna di giovani artisti, l’opera di Isabella Facco è stata scambiata per spazzatura, impietosamente compattata assieme alle scoasse ordinarie prodotte dai patavini senza alcuna intenzione espressiva, ed infine incenerita.

Legg io, s’intitola l’opera: uno scaffale di libri, qualcosa di visto parecchie volte nell’ambito dell’ombelicale spinto. Al di là dell’opera e del trattamento riservatole in quanto ‘pezzo’ d’arte contemporanea, mi domando se almeno i libri siano stati salvati. Temo di no, e l’idea di un libro che brucia mi disturba molto.

Insomma pare che a Padova la nettezza urbana sia piuttosto efficiente, pure troppo. Tentiamo un’operazione concettuale, pure se non ci abbiamo il gallerista: Pensiamo alla monnezza nelle strade di Napoli come ad un’estesissima installazione di land art.

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