Mario, pensaci tu

Mi ritengo una persona profondamente laica, eppure, devo ammetterlo, non son del tutto libero dal dogmatismo. Pratico infatti il culto di Amici Miei. Amici Miei, il primo. Salvo con riserva l’atto II, il terzo non lo considero nemmeno e di certo non concepisco l’idea di sequel o prequel di sorta. E’, la mia, una forma di ortodossia intollerante di cui vado fiero. Ora, come tutti sapete, è accaduto che il regista Neri Parenti abbia girato appunto un prequel di Amici Miei, in questi giorni nei cinema. Un’operazione volgare che in tanti abbiamo considerato alla stregua di una profanazione. E quindi questo film io non lo vedrò e dissuaderò amici parenti e conoscenti dall’andare a vederlo. Dice: “ma se non l’hai nemmeno visto, come fai tu a giudicar?” Sono dogmatico, ve l’ho detto. Si potrebbe tagliare la testa al toro con il vecchio argomento scatologico: “nemmeno la merda l’ho mai mangiata, eppure…”. In realtà i due clip visti a Che tempo che fa bastano ed avanzano a confermare il mio pregiudizio. Nel cast l’immancabile Christian De Sica (quello che mio padre ha inventato il neorealismo, mio zio ha ucciso Trotsky, io faccio ridere con le scorregge), assieme a Michele Placido, Massimo Ghini, Paolo Hendel e Giorgio Panariello. Nessuno stupore. Si sa, l’attori son burattini, i produttori fanno i quattrini. Stendiamo anche un velo pietoso sulla campagna promozionale del film: sulle ospitate da Fazio e a Hollywood Party, chez Steve Della Casa ed Enrico Magrelli, su tutti i critici marchettari e i produttori peracottari. Velo doppio strato per Marco Giusti e la sua incredibile recensione su “Il Manifesto”.

Assieme ai fratelli Vanzina e ad Enrico Oldoini (che ultimamente si dedica alle serie tv, anche se è del 2009 un suo sequel de I Mostri, per restare in tema), Neri Parenti rappresenta la quintessenza della tragica degenerazione del cinema comico in Italia, quello che, a partire dagli anni ’80 ci ha regalato Vacanze di Natale, a Cortina, in India, a Beverly Hills e soprattutto nel budello della su ma‘. E’ nelle mani di Parenti che Paolo Villaggio ha tristemente consegnato il proprio talento per molti anni, costretto al cinema alimentare dei tardi Fantozzi e de Le comiche. Visto il pregresso, c’era da aspettarsi anche quest’ultima boiata, uscita a pochi mesi dalla scomparsa di Monicelli. E’ a proposito dell’assenza di una dedica al regista scomparso che Parenti si esprime così:

«Mario lo conoscevo bene, sono sempre stato certo che non gli si potesse fare una dedica senza chiederglielo prima. Se l’avessi fatto, sono sicuro, mi sarebbe venuto a tirare i piedi di notte»

Secondo me ci va lo stesso, a tirargli i piedi.

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