Molti nemici, molto odore

Beppe Grillo sbrocca una volta di più, insulta Il Fatto e perde il Passaparola di Marco Travaglio. Fine di un bizzarro matrimonio. Nelle stesse ore, l’energico comedian pubblica le sue riflessioni sul tema della secessione, con ampi squarci sulla “vera” storia del nostro Risorgimento. Qualcuno gli potrebbe spiegare che il Regno Lombardo-Veneto fu una creazione dell’occupante austriaco? Ma anche no: che cosa si può spiegare ad un volgare demagogo che quattro anni fa cavalcava senza ritegno la paura di Rom e Romeni? Se n’è parlato a lungo, la tattica di Grillo e di chi lavora con lui si riassume in due tratti elementari: da una parte la ricerca del tema statisticamente più rilevante in un dato momento, che fornisce l’argomento delle reprimende. Dall’altra la fasulla ricerca di purezza assoluta e il rifiuto di qualsiasi voce che non sia la propria. Una sorta di selvaggio marketing politico che conduce inevitabilmente a periodiche rotture con i (pochi) alleati e allo spiazzamento di parte della base. E’ possibile che un simile gioco vada benissimo per un’attività puramente mediatica (e commerciale), meno per un progetto politico propriamente detto. Purtroppo credo che il peggio di Grillo rappresenti qualcosa che sta in gran parte al di fuori del suo movimento. Si tratta della pancia, anzi del borbottante colon retto di un Paese allo sbando. Secondo voi è intelligente scherzare con una colite spastica?

Degno di nota il primo commento, il più votato, al post intitolato Soli :

“Cosa ci vuole, una rivoluzione? E se ci vuole, cosa aspettiamo? Referendum :per cosa? Bisogna agire, ci vuole un Robespierre, ci vuole un Hitler, bisogna fare piazza pulita, ma soprattutto bisogna fare presto.”

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10 thoughts on “Molti nemici, molto odore

  1. cristiano prakash dorigo ha detto:

    ciao Federico, complimenti per il blog: mme piace.
    avrei qualche parolina anche sul concetto di rettitudine del buon Travaglio, pur riconoscendogli i meriti che merita, sempre stati sulla balle i professorini che alzano il ditino per sottolineare che.
    ai miei tempi, quando giovane e stupido e stronzo ascoltavo taluni cattivi maestri, i giudici non erano certo i nostri amici prediletti.
    ma i tempi cambiano, ed è giusto prenderne atto: ora inscenano rivoluzioni Travaglio, Grillo, Di Pietro.
    a volte mi chiedo, come quelli che a una certa età vivono di bile con effetto retroattivo, se non si stava maglio quando si stava peggio.
    poi ci penso su, e mi convinco che vivo in una parentesi storica paradossale per cui “si sta meglio ora pur avendo sotto gli occhi il peggio possibile”.
    un saluto e un incoraggiamento,
    cristiano

    • Federico Gnech ha detto:

      Ciao Cristiano e grazie dell’incoraggiamento. Capisco che per chi abbia vissuto “dalla parte sbagliata” le leggi di polizia alla fine dei ’70 il fatto che si guardi oggi ai tribunali come ai presidi ultimi della democrazia suoni parecchio strano. Per qualcuno i giudici rimangono dei nemici, anche se spesso per motivi diversi da allora, per via di curiosi cortocircuiti biografici (vedi Gaetano Pecorella, avvocato dell’Autonomia prima, del Cavaliere oggi). Per quanto mi riguarda, di Grillo ho già detto, di Di Pietro penso appena un po’ meglio, Travaglio è semplicemente un ottimo cronista, uno dei pochi. Non considero i giudici “miei amici prediletti”, vorrei anzi vivere in un paese in cui non ci si accorgesse nemmeno del loro lavoro, in cui la Giustizia funzionasse bene e in silenzio e non risparmiasse i potenti. Tutto qui.

  2. cristiano prakash dorigo ha detto:

    concordo con te sul bisogno di un paese dove ognuno fa senza clamore. dirò di più: non sono un nostalgico, uno che rimpiange il tempo che fu, che personalmente poi, nemmeno fu: ero alle medie ai tempi di Moro e di Taliercio, e a pensarci oggi, per fortuna, quegli episodi sembrano impossibili ed esecrabili.
    il mio punto di vista era più o meno questo: ma guarda un pò come siamo messi, se questi sono i nuovi pensatori.
    detto questo, il complimento al blog era riferito al fatto che, ribadisco, visti i tempi, qualche pensatoio qua e là c’è ancora. per fortuna.
    e poi sarebbe luuunga, ma lo sappiamo.
    spero capiterà di vedersi in giro,
    cristiano

  3. shylock ha detto:

    Sugli strali di Grillo contro il Fatto direi solo un paio di cosucce: la più banale, è che il comico mio concittadino è affetto da delirio; successivamente, che una delle (tante) patologie della sinistra italiana (ma, grossomodo, condivisa dall’intero paese) è la divisività, la permanente volontà di distinguersi, di rimarcare le proprie differenze, di non accettare le posizioni altrui ritenendo le proprie ragioni sempre un po’ diverse, sempre un po’ migliori.

    Grazie per aver postato il link al folle commento di Grillo sulla secessione. Il comico fa proprie le più scontate e facili letture del Risorgimento e dell’unificazione italiana, le trite, ritrite (e, tra l’altro, prive di forza storiografica) interpretazioni sull’occupazione manu militari del Sud, sui briganti-eroi, sul Nord sfruttatore e, sostanzialmente, su un’unificazione voluta da pochi se non pochissimi. Mancava giusto dicesse che il Risorgimento è stato tutto un grande complotto massonico contro la Chiesa e il cattolicesimo e poi non sarebbe mancata quasi nessuna delle argomentazioni della contro-storia oggi più che mai in voga in occasione del nostro 150°. Intendiamoci, sono interpretazioni del passato che alla gente piacciono, che le rincuora; peccato però non esista uno storico professionista, di destra/centro/sinistra, del nord/sud/centro disposto ad accreditare certe tesi

    .

  4. shylock ha detto:

    ah, dimenticavo: bel blog, ti linko
    a presto, dunque

  5. Alessandra ha detto:

    il commento di uno che cita Hitler e Robespierre nella stessa frase lascia a dir poco basiti e purtroppo la dice lunga. Poche idee, ma in compenso confuse. Ciao Federico

  6. mm1 ha detto:

    a me viene da pensare una cosa: beppe grillo è esattamente come vasco rossi. ci sarebbe da scriverne un post.

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