Dennis Ritchie 1941-2011

Qui un ricordo da Il Simplicissimus.

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11 thoughts on “Dennis Ritchie 1941-2011

  1. shylock ha detto:

    oh, Steve Jobs era troppo fighetto (o per fighetti) per i miei gusti; ma questo Ritchie, del quale ovviamente non conoscevo l’esistenza – occhiali con montatura nera, esistenza nell’ombra – mi sta un sacco simpatico. Peccato conoscerlo solo post-mortem!

  2. Aleph ha detto:

    però ha ragione chi fa notare il tono piuttosto ideologico del post.

    La apple ha di fatto definto lo standard dell’ascolto di file compressi.
    Se oggi tutti noi abbiamo gli hard disk stipati di mp3 musiche che non ascoltiamo e giriamo scontrosi con le cuffiette è anche merito/demerito loro.
    La apple ha di fatto definito lo standard dello smartphone. Non che non ci fossero i presupposti, però insomma, hanno fatto fare il salto di qualità anche a livello di diffusione.
    Per quanto riguarda i tablet non ne parliamo nemmeno, gli altri hanno inseguito.

    Non è solo design. E comunque anche fosse se ne sottovaluta la portata e l’influenza occulta sulle nostre vite.

    • Federico Gnech ha detto:

      Non so, personalmente mi sono astenuto dal polemizzare, una volta tanto, anche per la simpatia che mi ispirava l’uomo Steve Jobs. epperò Il simplicissimus ha tutte le ragioni per farlo. Diciamolo: Jobs era uno straordinario venditore, che però, per sua stessa ammissione, non ha inventato quasi nulla. Dalla sua visita, da studente, al centro ricerca e sviluppo della Xerox, quando vede l’interfaccia a finestre, fino alle campagne pubblicitarie rubacchiate a Christian Marclay o ad altri artisti.
      I lettori mp3 mica li ha inventati lui, e nemmeno i tablet!
      Quello che fa Apple è creare degli oggetti del desiderio a partire da idee sviluppate in modo incerto da altri, e la grande intuizione originale di Jobs è secondo me rappresentata dal concetto di ‘integrazione’, quello che fa di Apple un sistema chiuso e coerente dal punto di vista funzionale ed estetico. A me non attizza più, onestamente, ma capisco il feticismo (in senso NON marxiano, ma freudiano) che sta alla base di questo grande successo. Il design E’ centrale, in questo senso, e allora dovremmo fare il nome di Jonathan Ive e del suo team, che da quindici anni crea le forme dei prdotti Apple.
      E’ paradossale che nell’epoca del desktop virtuale, degli strumenti di lavoro immateriali, in primo piano ci sia l’hardware, o meglio la sua identità estetica. Mentre gente come Ritchie, che ha reso ‘animati’ quegli oggetti, venga ricordata solo dai geek (cosa che personalmente non sono: mi ero messo in testa di imparare il c++ anni fa, proposito abbandonato dopo neanche una settimana :-))

      • Aleph ha detto:

        al di là di tutto, volenti o nolenti, la Apple, cui Steve Jobs ha dato una direzione – se mi passi il termine – culturale, ha cambiato le nostre vite, nonostante molti colti da tardivo spirito anti-capitalista (che sa tanto di indieotismo, alla fin fine) cerchino strenuamente di negarlo.

        La programmazione in C è solo un mezzo, una parte di un tutto che è il mio dispositivo elettronico. Allo stesso modo dovremmo dunque rendere grazia a Harry Brearly inventore dell’acciaio inox, è a tutti gli altri senza il cui lavoro non sarebbe possibile la creazione del manufatto.

        Ci ricordiamo di Eugenio Barsanti e a Felice Matteucci (che ho dovuto cercare, ehm, su Wikipedia) o di Ford?. Eppure il rapporto tra i primi e il secondo è più o meno lo stesso.

  3. Federico Gnech ha detto:

    “Ci ricordiamo di Eugenio Barsanti e a Felice Matteucci (che ho dovuto cercare, ehm, su Wikipedia) o di Ford?”

    Era esattamente l’esempio che stavo per fare 🙂

    Ford e Jobs sono quelli coi quattrini, ecco tutto. Personalmente, tra i padroni di fabbriche ricordo molto più volentieri Adriano Olivetti, uno che vale almeno dieci Jobs.

    (ah, non ho capito cosa c’entri l’indie rock)

    • Aleph ha detto:

      non c’entra l’indierocche, ma quella particolare forma mentis per cui se è oscuro è bello a prescindere e tutto ciò che ha diffusione di massa deve essere necessariamente sminuito con giudizi assiomatici e tranchant.
      detta sindrome di hooker dai patologi ne è un felice esempio la prima frase del post da te linkato.

      che suona tipo “gli AMM, che la storia della musica l’hanno cambiata per davvero, non come i Pink Floyd”.
      spero che gliu annessi e connessi e le innumerevoli variabili esclusi da un’affermazione del genere siano evidenti.

      🙂

      altrettanto riduttivo è imho dire che Ford e Jobs siano semplicemente quelli con i quattrini.
      ma la produzione industriale e il capitalismo sono bestie bruttissime e controverse, io deleuze l’ho letto poco e marx per niente, quindi (faccina) non mi addentro in dicussioni più grandi di me.

  4. shylock ha detto:

    Qualcuno mi dice i Mac “funzionino” meglio; io riconosco che siano macchine incredibilmente belle e perciò desiderabili. Quel che mi ha sempre infastidito e insospettito del mondo Mac è quell’aura mitologica che efficaci piani marketing hanno evidentemente saputo diffondere. Schiere di amici super de sinistra ne acquistavano i prodotti perché andare contro la massa, contro lo stradominio del pc ritenevano fosse giusto oltre che figo. Costassero meno, comprerei anch’io un Mac, ma lo farei davvero solo perché me la tiro da esteta, non certo perché mi illuda significhi cantare fuori dal coro.
    In fondo, il meccanismo è sempre lo stesso: poiché per tanti radical è inaccettabile essere, come tutti gli altri, homines consumantes, ci si crea un paradiso artificiale che di volta in volta assume il volto del cibo bio, del commercio equo-solidale, del Mac, delle scarpe street. E’ l’acquisto responsabile, la marca off – off, la tecnologia alternativa.

    • paoloticozzi ha detto:

      Non metterei sullo stesso piano mac e cibo bio.

      E non stigmatizzerei l’acquisto responsabile come una cosa fighetta fatta sempre solo e soltanto per differenziarsi (in alcuni casi come il mac ok, ma in tutti? nel cibo bio non sono d’accordo).

      C’è chi fa i suoi acquisti ponderando attentamente cosa e perché e non certo per essere fighetti (mai sentito parlare di GAS, Bilanci di Giustizia, ecc)…

      Vieni domenica alla festa mercato dell’altraeconomia in piazza ferretto a Mestre.
      http://www.aeresvenezia.it/index.php?page=news_single&id=363

      • shylock ha detto:

        Paolo, avrei in serbo una gita per domenica, ma non a 400 km di distanza!
        Guardo con simpatia ed interesse ai Gas e da tempo mi riprometto di entrare a farne parte e non credo che l’acquisto responsabile, soprattutto in materia di cibo, sia roba solo da fighetti. Però, ne vengo dalla Coop dove ho fatto la spesa e gli scaffali a marchio bio abbondano; così come aumentano gli iscritti a Slowfood e i negozi di Eataly in cui si dovrebbero vendere molti prodotti dei presidi di SF. Per carità, tutte cose degnissime, ma anche e soprattutto un brand, destinato, tra l’altro, a consumatori consapevoli e piuttosto danarosi. Abbastanza fighetti insomma.

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