E mi domandi perché uno se ne resta a casa, il sabato…

 

Le potenze di questo mondo si dividono visibilmente in due gruppi non simmetrici: da una parte le autorità costituite e dall’altra la folla. In genere, le prime prevalgono sulla seconda; in periodo di crisi, succede l’inverso. Non soltanto la folla prevale ma essa è una specie di crogiolo dove vengono a fondersi anche le autorità più consolidate. Questo processo di fusione assicura la riformazione delle autorità grazie al capro espiatorio, ossia al sacro.

(René Girard – Il capro espiatorio, Adelphi, 1999)

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19 thoughts on “E mi domandi perché uno se ne resta a casa, il sabato…

  1. cristiano prakash dorigo ha detto:

    questo video mi ferisce.

  2. […] di migliaia d’indignazioni differenti, tenute assieme da un pugno di capri espiatori e da qualche sputo a Pannella, c’era posto anche per la narrativa cospirazionista dell’anticapitalismo di […]

  3. mm1 ha detto:

    sai che sarei curioso di leggere un tuo commento su quel che è successo ieri a roma? ti va di spendere due righe?

    f.

  4. shylock ha detto:

    sottoscrivo. spendile ste due righe!

  5. Federico Gnech ha detto:

    Carissimi, visto che me lo chiedete, copincollo (in altro post) un mio commento ad un post di Giovanna Cosenza…

  6. Aleph ha detto:

    Mi trova abbastanza d’accordo, ricordando magari anche come ci sono arrivati in parlamento questo giro, i radicali:

    http://rivara.blogautore.repubblica.it/2011/10/18/questione-radicale/?ref=HREA-1

    (poi, per carità, insulti e sputazzi sono sempre brutte cose. però la sensazione che dietro ci sia “altro” rispetto al millantato rispetto per le istituzioni a me rimane…)

    • Federico Gnech ha detto:

      I radicali sono arrivati in parlamento perché al PD evidentemente faceva comodo anche quel pugno di voti, e comunque hanno ragioni da vendere: dopo quindici anni di inciuci si tenta lo sgambetto tecnico? Mah.
      Tu sospetti che ci sia dell'”altro” e a pensar male non si sbaglia ‘quasi’ mai, ma non è proprio questo il caso. Il problema è che la componente laica è sempre stata mal tollerata in un partito cattocomunista (in salsa tecnocratica) come il PD. E dopo le elezioni sostanzialmente ignorata. Ovvio come il voto separato rappresenti un segnale per i sordi.

      • Federico Gnech ha detto:

        Non mi scandalizzo. Chiamalo pure opportunismo: un partito con lo 0,4% che abbia una vocazione ‘pragmatica’ e che porti avanti battaglie considerate marginali, ignorate dai propri alleati momentanei, deve andare a cena con chi lo può sostenere. E’ sicuro che stanno prendendo un granchio, mi auguro però che tu non voglia metterli sullo stesso piano dei vari scilipoti e di gregorio.

        Ti dirò di più: se riescono a tenere aperta Radio Radicale grazie a questa cena col caimano, ben venga la cena. Del resto, la Raitre che ci piace tanto esiste anche grazie al fatto che il PCI, nell’ormai lontano 1984, votò il decreto Craxi, quello che salvava le tv berlusconiane.

  7. shylock ha detto:

    Per me si è trattata di una di quelle tipiche situazioni in cui confliggono ragioni diverse: da una parte, se come pare i Radicali erano sospesi (o autosospesi) da più di un anno dal gruppo parlamentare, è legittimo i cinque agissero secondo la loro coscienza facendo opposizione NELLE istituzioni e non chiamandosene fuori come invece per il PD. E’ inoltre vero che i Radicali sono da sempre mal sopportati dai democrats, in particolare dalla corrente talebana capeggiata da Bindi e Franceschini, ultimi epigoni del peggior cattocomunismo. Questo fastidio, se da una parte si sostanzia nel diversissimo quadro valoriale di Emma e Rosy, non si può negare sia anche il frutto della consueta indisciplina dei Radicali. D’altra parte l'”irrequietezza” politica del partito di Pannella, che per inciso ho più volte votato, il protagonismo esasperato dei suoi leader, l’ossessione per alcune campagne marginali, l’umoralità della dirigenza, sono tra i fattori che hanno causato la diaspora dei simpatizzante e l’emorragia dei voti. Voti che a mio avviso non hanno trovato – in molti casi – una casa.

  8. giovanni ha detto:

    Un incassatore così, che neanche Clay, non si scompone nemmeno dal più acido degli sputi. Un imbonitore. comunque, dedito alla sopravvivenza e al conformismo più becero travestito da anticonformismo

    • Federico Gnech ha detto:

      Oh, Gio, finalmente siamo in disaccordo su qualcosa. Dissento su alcune posizioni dei radicali, di Pannella si potrà dire che è un vecchio rincoglionito, che è un narciso insopportabile, un accentratore, uno che ha sostenuto il primo governo del Cav e che molto spesso si perde nei meandri della sua stessa retorica, eccetera eccetera. Ma ‘imbonitore’ no. L’imbonitore asseconda, solletica ed inganna le masse per vendere loro qualcosa, ossia per un proprio tornaconto personale: non mi pare questo il caso. Se vuoi, comunque il vero oggetto del post era la folla in cerca di qualche facile capro…

      • Giovanni Sugo ha detto:

        Resta certo che comunque io personalmente non apprezzo certe prevaricazioni; ma Marco è un vecchio cavallo, a lui non gli fa un baffo di nulla. Di tutto gli è successo nella vita, non sarà un’ennesima folla inferocita che lo smuove. Comunque, Radicali: mio primo voto. Non lo rimpiango, anzi. Ne vado fiero. Anch’io condivido il loro approccio laico 100%guarantee e, in linea teorica, chi attraversa le varie posizioni poer un’idea che sia il più possibile integra e laica mi sta bene. Però a me i radicali da molto tempo mi sembrano dei salmoni che alla fine vanno nelle rive più ovvie, dopo faticosissimi e contorti percorsi.

  9. cristiano prakash dorigo ha detto:

    insultare Pannella in questo modo, come fosse il nemico, restituisce alla parola “massa”, il suo senso orrorifico. si può dire tutto, per carità. si può sputare retorica, dire che sono tutti uguali. ma non è così: non sono tutti uguali, a meno che non si abbia bisogno di pensarlo perché la propria rabbia ha offuscato vista e memoria.
    la biografia di Pannella, pur piena di errori, fa impallidire qualunque altro soggetto politico vivente.
    e, a scanso di equivoci, ho votato radicale una sola volta nella mia vita: quando erano gli unici e soli a rivendicare la laicità della politica, contro l’invasività della chiesa.
    poi si può dire quello che si vuole, ma generalizzare credendo che no, è una generalizzazione da “massa”.

  10. Giovanni Sugo ha detto:

    Sì ok ma non ditemi che da cento anni non fa altro che barcamenarsi per sopravvivere.Con le sue fumisterie radiofoniche, tra uno scaracchio e l’altro, mi sembra che faccia il giro di 360° per essere più realista del re, altro che bastian contrario. Poi, la massa è la massa però guardate che lui sta GENUINAMENTE sui coglioni a molti. E con buona ragione

  11. cristiano prakash dorigo ha detto:

    settimana scorsa ho fatta una lettura in cui riportavo varie considerazioni sul decennio 2001-2011. iniziava con voce fuori campo-musica, leggendo semplicemente i governi di questi due anni, a luglio ( mesi in cui Genova e Val Susa sono passate alla cronaca). leggendo la lista dei due governi, si evince che la grandezza o la piccolezza di certe figure, si ottiene anche-purtroppo- dal confronto coi contemporanei.

    Luglio 2001
    Presidente del consiglio: Silvio Berlusconi.
    VicePresidente del Consiglio: 
Gianfranco Fini
    Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio:
Gianni Letta
    Ministri senza portafoglio
    Affari regionali
 Ministro: 
Enrico La Loggia
    Attuazione programma di governo: 
Ministro 
Giuseppe Pisanu
    Funzione pubblica
:Ministro 
Franco Frattini
    Innovazione e tecnologie
:Ministro 
Lucio Stanca
    Italiani nel mondo:
 Ministro 
Mirko Tremaglia
    Pari opportunità:
 Ministro Stefania Prestigiacomo
    Politiche comunitarie:
Ministro 
Rocco Buttiglione
    Riforme istituzionali e devoluzione
:Ministro 
Umberto Bossi
    Rapporti con il Parlamento: 
Ministro 
Carlo Giovanardi
    Ministri con portafoglio
    Affari esteri: 
Ministro 
Renato Ruggiero
    Interno: 
Ministro 
Claudio Scajola
    Giustizia
: Ministro 
Roberto Castelli
    Economia e Finanze:
 Ministro 
Giulio Tremonti
    Attività produttive: 
Ministro 
Antonio Marzano
    Istruzione, università e ricerca: 
Ministro 
Letizia Moratti
    Lavoro e politiche sociali: 
Ministro Roberto Maroni
    Difesa:
 Ministro 
Antonio Martino
    Politiche agricole e forestali
: Ministro Giovanni Alemanno
    Ambiente e tutela del territorio:
Ministro Altero Matteoli
    Infrastrutture e trasporti:
 Ministro:
Pietro Lunardi
    Salute:
 Ministro 
Girolamo Sirchia
    Beni culturali:
 Ministro 
Giuliano Urbani
    Comunicazioni
: Ministro Maurizio Gasparri

    Luglio 2011
    Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi
    Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio: Gianni Letta

    Ministri senza portafoglio
    Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale: Ministro Raffaele Fitto
    Attuazione del Programma di Governo: Ministro Gianfranco Rotondi
    Pubblica amministrazione e l’Innovazione: Ministro Renato Brunetta
    Pari opportunità: Ministro Mara Carfagna
    Rapporti con il Parlamento: Ministro Elio Vito
    Riforme per il Federalismo: Ministro Umberto Bossi
    Gioventù: Ministro Giorgia Meloni
    Semplificazione Normativa: Ministro Roberto Calderoli
    Sussidiarietà e il decentramento: Ministro Aldo Brancher
    Turismo: Ministro Michela Vittoria Brambilla

    Ministri con portafoglio
    Affari Esteri: Ministro Franco Frattini
    Interno: Ministro Roberto Maroni
    Giustizia: Ministro Angelino Alfano
    Difesa: Ministro Ignazio La Russa
    Economia e Finanze: Ministro Giulio Tremonti
    Sviluppo Economico: Ministro Paolo Romani
    Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: Ministro Francesco Saverio Romano
    Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare: Ministro Stefania Prestigiacomo
    Infrastrutture e Trasporti: Ministro Altero Matteoli
    Lavoro e Politiche sociali: Ministro Maurizio Sacconi
    Salute: Ministro Ferruccio Fazio
    Istruzione Università e Ricerca: Ministro Mariastella Gelmini
    Beni e Attività Culturali: Ministro Giancarlo Galan

  12. […] Credo siano la maggioranza, silenziosa in tempi di vacche grasse, rumorosa in tempi di crisi. Sono quelli che qualche tempo fa ti sputazzavano, accusando i radicali di aver “salvato un camorrista” dopo l’astensione su […]

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