“Una revisione generale”

Un fascista uccide due immigrati, che si fa? Diamo una sistemata a quelli della destra radicale, gli facciamo abbassare la cresta con un paio di visite della DIGOS, paghiamo i funerali delle vittime e tiriamo avanti un altro po’.  Ma mentre osserviamo compiaciuti i risultati della potatura cosmetica, la mala pianta cresce, e cresce in un terreno – la società tutta –  che proprio sano non è. A proposito di Militia, (in questo caso dei suoi affiliati comaschi), è illuminante la presenza di un articolo sul movimento occupy – o come diamine si chiama  – in pagine che presentano un classico mix di anticapitalismo di destra e pensiero tradizionalista (vi compare anche un articolo di Franco Freda). Un’esca per il giovane indignato? Difficile ormai verificare chi attragga chi, in una fase di vuoto ideologico che risucchia tutto. E’ un momento confuso, nel quale sta giungendo a compimento un lungo processo di revisioni ideologiche e i discorsi ‘di destra e ‘di sinistra’ finiscono per incontrarsi in territori ni droite ni gauche: forse è il momento buono per rileggere Zeev Sternhell. Negli anni abbiamo imparato a conoscere tutte le tinte possibili del bruno e del rossobruno, passando per articolatissime teorie della cospirazione, culti esoterici, revival della geopolitica di Haushofer, appelli per la “Palestina libera”, movimenti per la decrescita (in)felice e progetti di “socialismo nazionale”. Marginale folklore politico amplificato dalla Rete, ma anche segno di movimenti più vasti e profondi. Di fatto, nel discorso pubblico sono già passate idee e soprattutto stili di pensiero (“idee senza parole”) fino a pochi anni fa considerati impresentabili. Passare dalla critica della finanza impazzita alle farneticazioni sulla lobby ebraica sarà anche improbabile per un cognitario indignato ma di buone letture. Non lo è per la folla. E d’altro canto, il nodo del razzismo generico non rappresenta una contraddizione insanabile, al di là delle apparenze. Come non mi ha stupito vedere Fabio Granata “operare dei distinguo” e in sostanza difendere Casa Pound, così non mi stupisce l‘intervista rilasciata dal dandy fascista Pietrangelo Buttafuoco al Corriere Fiorentino:

«Partiamo da un dato di carne e sangue, e confrontiamoci con le storie degli uomini ammazzati; senegalesi che attraversano il buio e il mare per arrivare in Italia. Ne parlo anche in “Cabaret Voltaire”; la loro eleganza e la loro fierezza sono quanto di meglio si possa immaginare nel nostro orizzonte di occidentali stanchi, deprivati e perduti di qualsiasi identità. Quindi chissà cos’è successo nella testa di questo squinternato per scegliere proprio loro come bersaglio, con la loro nobilità e il loro senso dell’avventura; tutte cose che si possono trovare nei sogni e negli immaginari jungeriani ed evoliani. C’è un cortocircuito spaventoso. Fa gioco la criminalizzazione e sarebbe devastante privare questo mondo fatto di suggestioni e di simboli e ridurlo al rango di simili pazzie».

Del resto nemmeno il giovane soreliano Mussolini era razzista, e una nostra eventuale uscita dall’Eurozona avrebbe fatto improvvisamente tornare di moda l’idea corradiniana di “nazione proletaria”. Ma sui segni della situazione prefascista che stiamo vivendo – o se preferite, sulla mia paranoia –  dovrò tornare in modo meno disordinato.

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10 thoughts on ““Una revisione generale”

  1. Flavio ha detto:

    Devo dire che NIENTE di quello che sta succedendo in questi mesi riesce ad allontanarmi dalla paranoia del neofascismo a venire. Da quello che vedo ogni giorno in strada, alla gente che incontro, fino alle attività solitarie di informazione e intrattenimento. Rileggere Kingdom Come di Ballard non aiuta, ad esempio.

  2. Federico Gnech ha detto:

    E speriamo che le nostre paranoie restino tali, caro Zapru. Kingdom Come non l’ho ancora mai letto, ma mi attizza parecchio…

  3. Giovanni Sugo ha detto:

    i presupposti ci son tutti ahimè….sembra una bolla tesa al massimo in procinto di……vedremo (e speriamo bene)

  4. Flavio ha detto:

    Per dirla meglio, CERTA paranoia mi fa paura:
    http://estjournal.files.wordpress.com/2010/06/onda-nera-corriere.pdf
    Della serie, se non stai con Von Hayek, sei nazista. Che è il modo più veloce di finirci dritti dritti, al nazismo. Ma sarò paranoico io 🙂

    • Federico Gnech ha detto:

      No, vabbè, lascia perdere i riflessi anticomunisti di Hayek (preferisco Selma) e del Corriere.
      I nazionalismi nell’Europa dell’Est non sono mai morti sotto il socialismo reale, e questo è un fatto. Ma io mi riferivo alla genesi dei fascismi in Europa occidentale, che ha avuto una storia complessa, con radici nel sindacalismo rivoluzionario, etc.
      Per restare al qui ed ora, a me preoccupa che tra i politicamente attivi (la gente che si informa, che partecipa, che diffonde idee) ci sia più interesse per il signoraggio o le scie chimiche che non per Marx o la sociologia. Insisto, il paranoico sono io 🙂

  5. Flavio ha detto:

    Se la mortificazione delle identità territorial-nazionali e l’erosione economica della piccola borghesia (poi alla testa delle falangi e delle squadracce) sono da sempre anticamera dei fascismi, c’è da chiedersi, visti i risultati, quale sia il senso dell’invocarle sempre a gran voce come inevitabili e anzi giuste e morali. La radice della mia paura sta qui, oltre che in quello che scrivi e che condivido, in particolare nell’ottimo post sul Pogrom di Torino.

    E lo dico con spirito puramente pragmatico, che per il dannunzianismo ci basta Buttafuoco. Innescare deliri eroici come il suo quando, per ragioni strutturali e direi “corporali”, si intravedono i limiti alla propria onnipotenza narcisistica eternamente frustrata è esercizio costante per i “medi a vario titolo” (quasi tutti noi, in definitiva).
    Il disgusto sé tipico delle classi che vivono storicamente sospese tra la stitichezza e la colite non sapendo cosa scegliere è un tratto caratteristico difficilmente eliminabile. Conseguenza? Informarsi pressappoco e altrettanto pressappoco sposare questa o quella ideologia della paranoia sperando di salvarsi l’anima, o scaricarsi la coscienza con i figli (magari adottati nel terzo mondo) facendogli credere che studiando l’hurdu antico, filosofia, scienze della comunicazione, oppure pulendo le anfore etrusche, avranno anche loro un futuro migliore.
    Ma anche, se ci pensi, invocare il cupio dissolvi per i propri (pur deprecabili) simili, quasi implorando di essere mangiato, di sparire:
    http://www.eschaton.it/blog/?p=5178

    Penso quindi che sulla genesi dei fascismi in Europa occidentale e sul ritorno ciclico di certe pulsioni sarebbe interessante anche un excursus storico sul cupo fatalismo degli internazionalisti, dei competenti, dei borghesi illuminati e di tutti i Gobetti in sedicesimo tra i quali (con tutta la stima per il Piero) non vorrei mai arruolarmi. Una specie di storia illustrata del tanto peggio tanto meglio, se vuoi 🙂

    Eppure, oltre il disprezzo c’è da capire cosa fare per non morire.
    Mi chiedo insomma se è possibile “far pagare” le classi sociali mediopiccole in occidente (e veniamo all’hic et nunc economico, all’Europa, a Monti, ecc…) senza inevitabilmente innescare un fascismo di ritorno.

    • Federico Gnech ha detto:

      Capisco il fastidio per quello che a volte sembra un compiacimento estetizzante per le cose che vanno a schifìo. Se vi fosse il bisogno di precisarlo: non è il mio caso. Non credo ci sia niente di inevitabile, ma credo che quasi tutto sia evitabile per un soffio: da qui la strizza. Con i miei modesti mezzi mi limito a rilevare, a livello di dibattito, cioè nel campo delle idee, dei fenomeni inquietanti. Nel concreto, per ricollegarmi alla tua chiusa: credo che una momentanea erosione sia sempre reversibile, mentre l’impoverimento traumatico – dichiarare, giulivi, il default, e poi uscire dall’Euro che collassa – sia il vero starter dei fascismi, o di come li vogliamo chiamare. Per questo *per ora, e per un tempo limitato*, darei carta bianca ai professori.

  6. Ars Longa ha detto:

    Scusa ma quest’ultimo delirio è veramente una specie di buco nero. T’avessi intuito prima nella pochezza e nella spocchia intellettual-radical-chic che finalmente dimostri non t’avrei dato un grammo della tonnellata di credito che ti ho dato in passato. Assomigliersti ad uno di quei lemming che – nella favola metropolitana – si buttano tutti insieme dalla scogliera. Ma avendo i tuoi criteri estetizzanti, in bilico tra D’Annunzio rivisto e Cohen che stecca – anche come lemming ti butteresti in un angolino privato di scogliera. Non solo ti meriti Alberto Sordi ma anche Monti e Draghi.

  7. shylock ha detto:

    Hai letto Sternhell, grandioso!!

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