Aiuto, Gandalf!

Voi tutti conoscerete la storia del Vajont, almeno attraverso lo spettacolo di Paolini. Bene, a Longarone vive un certo Tiziano Dal Farra, cittadino convinto che la ricostruzione e la memoria del disastro siano state gestite in modo criminale. Tra i bersagli preferiti di Dal Farra, che, dalle pagine del suo sito, scrive peste e corna di vari politici e maggiorenti locali, troviamo anche Maurizio Paniz, avvocato di cui in provincia si parlava molto già quando ancora ci abitavo, molti anni prima della sua resistibile ascesa tra i Berluscones. Ora, accade che Paniz, non digerendo la frase riportata nell’immagine di apertura (pregasi cliccare) chieda ed ottenga l’oscuramento delle pagine del sito. Fine. Anzi no, visto che le pagine sono sì oscurate, ma soltanto attraverso il DNS. Senza entrare in tecnicalità, come direbbe l’altro bellunese, Tremonti, significa che il sito è raggiungibile a vostro agio attraverso Webproxy. E’ roba piuttosto colorita, di interesse prevalentemente locale. Giudicate voi stessi gli argomenti affrontati e lo stile utilizzato. Io non li discuto, come non discuto la decisione del giudice (che in linea di principio NON condivido), né dirò la mia sulla questione – fondamentale, beninteso – della libertà di espressione in Rete. Per ora mi limito a registrare la pronta rappresaglia di Anonymous.

Questa piccola vicenda mi ha più che altro dato l’occasione di tornare a riflettere sui personaggi citati da Dal Farra. Scilipoti e Paniz. Buon Dio, che accoppiata. Persino in una democrazia che abbia toccato il fondo, scavando poi ancora più giù per pozzi nerissimi, persino in Italia, voglio dire, c’è da stupirsi della bizzarria di questi personaggi. Non sembrano reali, ecco. Su Scilipoti, signoraggista, guaritore olistico, sosia di Joe Pesci, dotato di sosia lui stesso, si è già detto sin troppo. E su Paniz? Paniz supeficialmente appare come antitesi di Scilipoti: alto, polentone e legnoso l’uno, basso, terrone ed istrionico. l’altro. Ma queste sono differenze puramente estetiche. Lasciate perdere l’aspetto dimesso. Tenete invece a mente un fatto: Paniz ha speso tutte le proprie risorse retoriche di azzeccagarbugli davanti al Parlamento per dimostrare la buona fede dell’anziano satiro alle prese con “la nipote di Mubarak”. Lo devo ripetere? Ruby, la “nipote di Mubarak”. Non ci pensiamo già più ma un episodio del genere rimarrà tra le perle dell’era berlusconiana. Una performance simile espone inevitabilmente, nella migliore delle ipotesi, ad ampie alzate di sopraccigli. E come non pensare che i suoi stessi compagni di partito amino prenderlo per il culo? Andiamo, i lazzi sul montanaro un po’ tardo, l’alpino amante della grappa, etc. Secondo voi lo invitano ai festini, uno così? “Io porto le cubane, tu porti la bianca, paniz fa la polenta, AH AH AH AH AH AH“. Per fare quello che ha fatto Paniz occorre un gran fegato, ma soprattutto occorre l’attitudine di chi abbia naturalmente superato un confine. Che non è tanto il confine del ridicolo. E’ piuttosto quello che separa il Reale dal Fantastico, il Logos dal Mito, le abilità retoriche dai poteri magici, l’instant-book giudiziario di Travaglio dal romanzo fantasy. Insomma, osservateli bene e ditemi se Scilipoti e Paniz vi sembrano di questo mondo.

E’ evidente che non lo sono. Mentre centinaia di migliaia di complottisti auto-lobotomizzatisi cercano le prove della presenza rettiliana nelle gerarchie politiche dell’Occidente, qui da noi in Italia gli abitanti della Terra di Mezzo sono eletti in Parlamento e decidono i destini dei governi. Esattamente come diceva l’amico etiope in Ecce Bombo di Moretti: anche leggendo attentamente Marx, l’Italia rimane il casino che è. Avete sbagliato tutto, occorre leggere Tolkien.

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One thought on “Aiuto, Gandalf!

  1. shylock scrive:

    è inutile illudersi che gente simile sia materiale per romanzi fantasy. purtroppo, invece, si tratta di rappresentanti più o meno significativi della classe politica italiana frutto di una classe dirigente sempre più misera intellettualmente e dell’incapacità da parte di ciò che resta dei partiti a selezionare i rappresentanti sulla base del rigore, della serietà, delle capacità, della fedeltà alle idee del partito.

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