Il capocomico lascia la compagnia

La notizia è che Umberto Bossi si è dimesso. Beh, finalmente, direi. Uno col suo handicap, del resto, mica può reggere ancora a lungo i ritmi della politica attiva. Ma no, dice che si è dimesso per le accuse a Belsito, il tesoriere. Uno scandalo che colpisce anche il “cerchio magico” e la famiglia Bossi. Usavano i soldi dei rimborsi elettorali per i loro comodi! Uhm, fatemi capire: la novità consisterebbe nel fatto che i leghisti rubano? Ma pensa. E la faccenda Credieuronord-quote latte? Già dimenticata, eh? Oh, poi magari i loro elettori credevano davvero che un fazzolettone verde al collo rendesse immuni dal potere dei quattrini, vai a sapere. Chi crede all’esistenza della Padania può credere a tutto, in fondo. Il punto è che le ruberie non dovrebbero suscitare grandi sorprese. L’istigazione al genocidio sì. In realtà ci siamo abituati pure a quello. Mica male, come lascito culturale della Seconda Repubblica, no? Dice, sì vabbè, le solite boutade, dalla pallottola che costa cinquecento lire ai cappi alle sparate razziste di Borghezio alle “rivoluzioni” invocate da Giancarlo Gentilini, è tutto teatro. Faceva teatro (di strada) pure quell’ex Senatore della Repubblica che qui a Venezia, l’estate scorsa, minacciava di morte un mio amico senegalese: «Adesso salgo a prendere la pistola e ti ammazzo, e scommettiamo che non finisco neanche in galera?». Si sa che col teatro in Italia non si campa. Perciò rubano.

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5 thoughts on “Il capocomico lascia la compagnia

  1. shylock ha detto:

    in un paese in cui nessuno si dimette mai, il fatto che Bossi lo abbia fatto così in fretta è una (buona) notizia.

    • Federico Gnech ha detto:

      Sarei d’accordo ma temo si tratti della solita buffonata.
      Il Bossi era da tempo soltanto un’icona da ostendere, un povero handicappato senza un vero ruolo politico, portato in giro dalle due streghe della moglie e della Mauro (streghe sul serio, pare che la Marrone sia fanatica di stronzate occultiste). Nello stesso momento in cui si è dimesso da segretario lo hanno fatto presidente, in modo da non rompere bruscamente col mito fondatore, ma intanto…Nei movimenti totalitari (Lei m’insegna :-)) i cambi di ceto dirigente avvengono spesso in modo traumatico…

  2. shylock ha detto:

    la trasversalità (e la penetrazione) dell’occultismo mi fa sempre un po’ riflettere.
    si può dire tutto il male possibile della Lega, ed io mi ci presto molto volentieri se vuoi, ma il totalitarismo lo lascerei alla Arendt!

    • Federico Gnech ha detto:

      Massì, esageravo. Però diciamo che il magma della Lega – le plebi incazzate bisognose di simboli ‘organici’ e leader carismatici, per quanto ridicoli – rappresenta un ottimo materiale di partenza.
      Per quello che può significare, alla “festa dei popoli padani” il megaimpianto audio, tra un intervento e l’altro, diffondeva i carmina burana di Orff a palla 🙂

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