All’Ufficio Postale, in un giorno d’agosto

Ufficio Postale* di ******* ********, interno giorno. Il protagonista si avvicina allo sportello, estraendo di tasca un avviso di ricevimento:

«Buongiorno, volevo capire se il pacco è qui oppure ad ******…»

«Non ho capito…sei tu Federico Gnech, ******* ***?»

«Sì.»

L’impiegata lo fissa come si fissa un animale non particolarmente grazioso, con curiosità mista a ribrezzo. Il protagonista cerca di chiarire la sua perplessità:

«No, siccome qui leggo “******”, non capivo se….»

«Ah, guarda, SEI PERFETTO..!»

Senza aspettare la reazione del protagonista, l’impiegata va a prendere il pacco. Tornata allo sportello, il suo sguardo si è fatto carico d’odio:

«Vedi, qui c’è scritto bello grande che l’ufficio postale è questo…»

«…E infatti sono venuto qui, ma…»

«Non ho capito, QUAL E’ IL TUO PROBLEMA?»

Il protagonista si avvicina al vetro che provvidenzialmente lo separa dall’impiegata:

«Senta, siccome sul retro, alla riga che dice “LA SIGNORIA VOSTRA E’ PREGATA DI RITIRARE IL PACCO PRESSO L’UFFICIO DI…” c’è scritto “******”…L’avviso dice due cose, l’una il contrario dell’altra…»

A quel punto l’impiegata dello Stato rinuncia alla dialettica tra pari. Esasperata dai ritmi di lavoro, dal caldo torrido o da qualche tiramento personale, familiare, morale, emotivo, fisico, finanziario, politico, religioso, ecc., la signora chiarisce le sue prerogative e lo mette in saccoccia al protagonista:

«Allora, sei tu Federico Gnech?»

Il protagonista appare disorientato, alle soglie di una crisi d’identità:

«Certo…»

«E ce l’hai un documento?»

La mano corre inutilmente alla tasca posteriore dei pantaloni e il protagonista si rende conto di aver perso. Poco importa che si tratti dell’ufficio postale vicino a casa, in un quartiere in cui almeno di vista ci si conosce tutti. Ha perso.

«No…»

«Ecco, allora cerca di essere un po’ elastico, come tutti!»

Il protagonista – figlio di impiegati pubblici – se ne va senza salutare, tra il mormorio degli altri utenti. 

*Si tratta del luogo in cui si ritira la pensione, si comprano i libri di Suor Germana e, occasionalmente, si va a spedire o ritirare un pacco.

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