Pierre Cardin e la sua città verticale. Parliamone.

Poi dissero: «Forza! Costruiamoci una città! Faremo una torre alta fino al cielo! Così diventeremo famosi e non saremo dispersi in ogni parte del mondo!». (GEN 11, 4)

Eh sì, dai tempi di Nimrod le torri fanno discutere. L’idea di Pierre Cardin di costruire un grattacielo alto 250 metri ai bordi della Laguna Veneta, cui accennavo qualche post fa, sta cominciando a suscitare un certo dibattito anche al di fuori dei confini di Venezia. Il tema è, evidentemente, quello della difesa del paesaggio, opposta, non sempre a proposito, allo sviluppo del territorio. Confesso che l’idea di Cardin non mi dispiace e, credo per la prima volta, mi trovo in disaccordo con gli amici di Italia Nostra. Vi segnalo qui un provocatorio – e per molti versi discutibile – articolo di Luca Nannipieri che, se non altro, ha il merito di aver alimentato un interessante thread di commenti, dove anch’io cerco di esprimere la mia (irrilevante) opinione. Non vi chiedo nemmeno più di esprimere la vostra. E’ agosto.

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8 thoughts on “Pierre Cardin e la sua città verticale. Parliamone.

  1. mariam ha detto:

    Pierre Cardin è diventato anche urbanista?

  2. giovanni natoli ha detto:

    e se salvare venezia dal turismo e dallo sfruttamento significasse modificarla in parte?

    • Federico Gnech ha detto:

      Forse…in che modo, secondo te?

      • giovanni natoli ha detto:

        eh non lo so, cosa vuoi che ne sappia però venezia è una città artisticamente e architettonicamente contaminata da sempre; poi niente più…. forse, e parlo da ignorante, recuperare e riadattare luoghi degradati e riadattarli anche con soluzioni architettoniche contemporanee per utilizzi contemporanei? Boh Io non ho proposte però credo che venezia dovrebbe essere come nel passato: spregiudicata

  3. Federico Gnech ha detto:

    @giovanni

    La tua chiusa mi piace. Pensando a Marghera, l’idea di quel matto di Cardin potrebbe essere una buona occasione, appunto. Per la città storica non so. Qualcuno ha già interpretato la spregiudicatezza trasformando le case in alberghi o pensando alla sublagunare…
    Bisogna creare lavoro al di fuori del turismo, così si tiene viva la città. Blocco delle licenze alberghiere e un piano di sviluppo serio per l’Arsenale. Ma per farlo occorrerebbero altre teste…un altro Paese.

  4. Cpd ha detto:

    Cardin è già anziano, per cui bisognerebbe scegliere in fretta. Il suo grattacielo mi affascina al 17%, e con l’altro 83 penso: che è una cosa pacchiana, che non credo molto alle bramosie di un vecchio che si vuol togliere uno sfizio( mi piacerebbe, ma), che potrebbe creare un precedente.
    Quanto a Venezia, l’unica politica di sviluppo riguarda il ripopolamento della città. Il come fare, sarei superbo se fingessi di avere la soluzione in tasca. So che come minimo ci stanno il doppio ( in verti periodi storici, molti di più), e questo porterebbe a nuove-vecchie attività commerciali, a nuovi-vecchi mestieri, ecc. Ora, lo dico con sentimento dolente, è un simulacro, una parvenza, un’illusione.

    C

  5. […] che nell’empireo dei nostri più raffinati intellettuali engagé), mi aveva affascinato, la vedevo come il possibile jolly, la matta da giocare per cambiare tutta la partita. Quella torre non si farà, forse è meglio così, chi lo sa. Ma ieri sera ho finalmente sentito […]

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