Te la do io la democrazia

Come si suol dire, quando il dito indica la luna, gli sciocchi guardano il dito. In questo caso il “dito” consiste nella questione della democrazia interna del M5S, scoppiata come una (piccola) bolla grazie all’intelligenza mediatica di Corrado Formigli e della sua redazione (ohibò: si può fare inchiesta in tv anche senza l’ego smisurato di Michelone Santoro). Che lo “scoop” di Piazzapulita sia fasullo come molti militonti asseriscono, è del tutto irrilevante. Dove stia poi lo scoop, quando del rapporto tra Casaleggio e Grillo si sa tutto da almeno cinque anni, e quando i mal di pancia all’interno del M5S sono noti almeno dall’epoca dell’intervista a Favia, che risale a quattro mesi fa, è un altro dei buffi misteri della mediasfera.

Il punto è che a me della democrazia interna del partito di Grillo non frega assolutamente nulla. Ma proprio nulla. Quello che mi interessa – e preoccupa – è il successo di un movimento politico populista fondato da un signore che, nel corso degli anni, è andato in giro raccontando sciocchezze su fantomatici motori ad acqua, propagandando bufale sul signoraggio partorite da “studiosi” neofascisti, cavalcando senza vergogna l’ondata xenofoba anti-rom e antiromena, sostenendo che Israele sarebbe un “pericolo per la pace” e difendendo uno psicopatico come Mahmud Ahmadinejad e il suo regime, dimostrando in generale un fiero disprezzo per la democrazia e per le sue istituzioni (non per “i ladri”, ripeto, per la democrazia e per le sue istituzioni), monetizzando infine tutte le sue fesserie a spese di quella fetta di cosiddetti “delusi dalla politica” che hanno abboccato al suo amo. Ecco, il problema non è Grillo, e non è nemmeno Telespalla Casaleggio, con le sue visioni da futurologo mentecatto. Il problema sono tutti quelli che ci sono già cascati, e quelli che ancora ci cascheranno. Questa gente non prova il minimo sussulto di fronte alle stronzate più grosse e conserva tuttavia il diritto – sancito dalla Costituzione – di votare qualunque tribuno della plebe e commediante regolarmente iscritto nelle liste elettorali. Questa gente reagisce soltanto di fronte all’azione della macchina del fango. Tocca quindi augurarsi che questa macchina funzioni a pieno regime.

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One thought on “Te la do io la democrazia

  1. Eugenio Orsi ha detto:

    I militonti. Una parola da aggiungere al Garzanti.

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