La bestemmia più grande

Non è una novità che, assieme alle merci e alle idee migliori, la globalizzazione abbia contribuito a diffondere l’imbecillità, venduta spesso come “informazione” o “controinformazione”. Il caso della rozza psyop messa in piedi da un gruppo della destra evangelica americana assieme a qualche copto egiziano ce ne fornisce un perfetto esempio. Gli ingredienti utili a far scattare i riflessi pavloviani del pubblico ci sono tutti: le offese all’Islam, la menzogna antisemita dei “cento ebrei” che avrebbero finanziato il film di un sedicente “ebreo israeliano”, la prevedibile canea di una massa che nel mondo arabo è alla mercè dei seminatori d’odio, le nostre – di noi occidentali – variegate reazioni, sempre più tendenti alla fesseria complottista. A trarne vantaggio sono naturalmente i soggetti peggiori di ogni tendenza: dagli eterni antisemiti agli antiamericani (due gruppi che al di fuori degli Stati Uniti sono largamente sovrapponibili), dai razzistucoli antiarabi alla destra evangelica americana (quella di Mitt Romney), dal club mafioso di Al-Qa’ida alla feccia islamista di Hezbollah. In poche ore si sono avute già le prime vittime, e francamente rimane ben poco dell’entusiasmo che in molti avevamo provato durante la cosiddetta Primavera Araba o dopo l’elezione di Obama. Sembra piuttosto che stia per finire l’incerta mezza stagione in cui, nel dibattito pubblico, lo scontrino fiscale era diventato più importante di qualunque scontro di civiltà. All’imbecillità purtroppo non c’è rimedio e, per quanto smart siano, nulla possono i costosi giocattoli di casa Apple. La prevalenza del cretino è globale, e tuttavia ancora mi stupisco di fronte alla tragica arretratezza di società dove si toglie la vita a chi bestemmia. Ma la bestemmia più grande non è forse il rifiuto del dono più grande, quello dell’intelligenza?

Cerco di curare lo sconforto con un romanzo straordinario, un libro per cui si è ucciso – ma questo vale per numerosissimi libri –  spesso senza nemmeno averlo letto.

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One thought on “La bestemmia più grande

  1. Sergio Baratto scrive:

    Come mi succede spesso, sottoscrivo in toto (a parte Rushdie, che non ho mai letto – ma è un dettaglio).

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