Codesto solo oggi possiamo dirti…

In una cosa sono riusciti davvero bene la Bindi, D’Alema, Fassina, Fazio, Fioroni, Formigli, Marchionne, Raitre, Scalfari, Vendola e Zoro: mi hanno fatto cambiare idea su Matteo Renzi. Quello che fino all’anno scorso consideravo un bischero plain, poco più di un imbonitore televisivo, potrebbe essersi conquistato il mio voto alle primarie. Ammesso e non concesso che vada a votare alle primarie, naturalmente. Comunque sia, una decisione l’ho già presa:  voterò PD, per due ordini di ragioni, l’uno probabilistico (in una scatola in cui ci sono palline di tanti colori, è alta la probabilità di trovare la tonalità che ci interessa), l’altro strettamente politico: ne ho piene le palle degli utopisti, dei settari e dei parolai. Prima di parlare del giovane sindaco di Firenze – città che sarà pure piccola e povera, ma rimane un tantino meglio di Detroit – credo sia utile una rapida ricognizione del mercato delle idee a Sinistra. Non che sia necessario premetterlo, ma non si sa mai: dalla lista sono esclusi Di Pietro e Grillo.

Partiamo dalla c.d. “sinistra-sinistra”: se credete alla dittatura del proletariato avete ben quattro partiti comunisti tra i quali scegliere. Due di essi sono un mischione federativo di ex demoproletari, stalinisti e singoli resti ultrasnob della sinistra DS. Gli altri due sono trotskisti espulsi o fuoriusciti da Rifonda, tra i quali alcuni cari amici. Segnalo in particolare Sinistra Critica, che utilizza il logo del chinotto San Pellegrino, l’analcolico preferito di chi sta fuori dal coro. Modernariato spinto.

Se non vi fate più chiamare comunisti ma temete il liberismo come i bimbi temono il babau, se cercate una nuova narrazione e rimanete incantati dal suono della zeppola, Sinistra-ecologia-libertà-fragole-panna-cioccolato-pizza-fichi-caffè-e-sambuca fa al caso vostro. Il vostro candidato alle primarie del centrosinistra è dunque Nichi Vendola, quello che ha promesso duecento milioni di euro a Don Verzè per il San Raffaele del Mediterraneo, quello che la mattina parla – e non a torto – della necessità dell’alta velocità tra Napoli e Bari e il pomeriggio eFprime il Fuo FoFstegno ai No-TAV. La scelta del radical-chic.

Indicati soprattutto per i fautori della decrescita e del formaggio di fossa, abbiamo i Verdi, i quali, dopo la scelta separatista del 2010, sono diventati la caricatura del partitino velleitario che già erano. Personalmente, dopo aver sentito Angelo Bonelli parlare dell’ILVA di Taranto in televisione, non gli farei nemmeno portar fuoti il cane a pisciare. I Verdi, una specie che Madre Natura ha già selezionato per l’estinzione.

Una menzione speciale la meritano i più piccoli (parliamo forse dello 0,8-1%, ad essere generosi): i “socialisti” dell’attuale “Partito Socialista Italiano”.  Dopo lunghe peregrinazioni tra destra e sinistra, esclusi pochi personaggi irrecuperabili (El Onto, la Boniver e qualche altro stagionato berlusconide) e, dalla parte opposta, tutti quei socialisti perbene che hanno scelto i DS e poi il PD, la restante tribù perduta del PSI rappresenta oggi una sorta di distillato politico, un misto di revanche e di tigna identitaria. La loro piattaforma politica: tritare il cazzo a tutti con la favola di Tangentopoli come persecuzione giudiziaria, golpe delle toghe rosse o cospirazione ordita dalla CIA (è questa la tesi di Bobo, ormai alle soglie del TSO) e cercare alleanze che permettano loro di non scomparire.  L’attuale segretario, Nencini, ha dichiarato che con Di Pietro non ci si mette “perché non è di Sinistra”, mentre con Pierferdi governerebbe volentieri, visto che i socialisti “hanno sempre fatto grandi riforme assieme ai cattolici”. Peccato che Nencini abbia firmato una “carta d’intenti” de sinistra con Bersani e Vendola, il quale con Pierferdi non ci vuole proprio stare.  Unico membro italiano dell’Internazionale Socialista, il PSI è un club chiuso, una setta depositaria di un culto misterico. Escludo possa avere nuovi elettori. (Se sei un/una giovane che ha deciso di votarli, ti prego di scrivermi all’indirizzo che trovi nei contatti. Ti voglio conoscere).

Eppure i socialisti qualcosa di buono l’avevano pur fatto: parlo dell’esperienza della Rosa Nel Pugno, costruita assieme ai Radicali (c’era ancora quella ***** di Capezzone, pare un secolo fa), esperienza finita troppo presto, soprattutto grazie ai capricci della componente socialista. Già, e i Radicali? I Radicali hanno tutta la mia stima e a volte hanno avuto il mio voto. C’è bisogno dei Radicali, in questo Paese. E ci sarebbe bisogno soprattutto di Emma Bonino, sulla poltrona giusta. E allora perché non votare i radicali anche la prossima volta? E’ semplice, perché i Radicali non sono (più) un Partito. Mi piacerebbe vederli nel PD, a bilanciare le derive clericali (sulle quali tra l’altro il cattolico Renzi mi sembra non essersi espresso chiaramente). Ma non accadrà, per vari motivi, tra i quali un irrisolvibile narcisismo.

(continua)

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4 thoughts on “Codesto solo oggi possiamo dirti…

  1. Eugenio Orsi scrive:

    OT: Flan, il vero chinotto per chi sta davvero fuori dal coro e’ il Chinotto Neri, cosi’ alternativo che si trova solo in alcune regioni di italia, lazio e alcune limitrofe. Per inciso ha un gusto divino

  2. Sergio Baratto scrive:

    Io invece la penso come il buon vecchio Beppe Caravita, che non è certo un vendoliano…
    http://caravita.retecivica.milano.it/?p=893

    • Federico Gnech scrive:

      La mia risposta sta già nel pezzo di Caravita. Con D’Alema c’erano Consorte e Colaninno. “C’erano” a livello sostanziale. Con Renzi ci sarebbe questo Davide Serra. Uno che sgomita nella finanza e gestisce hedge funds con sede nelle cayman (tutta roba legale, anche se non ci piace) invita a cena uno che sgomita in politica. Per cambiare idea mi sembra ancora poco. Ma mi spiegherò meglio nel prossimo post.

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