La torta che ci toccherà mangiare

Sai già che la Sacher non c’è, perché la maggioranza della tua tavolata ha ordinato una bavarese. Da democratico, te la fai piacere, ma, al momento del taglio, il vecchio scimpanzé Silvio dà di matto e ci cammina sopra. Persino Mario il levriero, solitamente così composto, si mette a leccarla. Infine Nichi, il cameriere, fa cadere apposta per terra la tua fetta, la raccoglie con la mano con cui si è appena scaccolato e te la serve con un ghigno sarcastico. In tutto ciò, i tuoi vicini di tavolo non fanno una piega e trangugiano quel mischione di panna, zucchero, bava e peli di scimmia che hanno nel piatto.

Raramente mi sono sentito così insoddisfatto, politicamente. Come già annunciato, voterò PD perché è pur sempre il partito più vicino alle mie ormai confuse visioni – cioè a dire: la “pluralistica” visione del PD è abbastanza confusa da potermi rappresentare. Il PD in fondo è una scelta sicura. I governi di centrosinistra in Italia nascono con un loro meccanismo di sicurezza incorporato, per cui se cominciano a fare troppo, nel bene e nel male, cadono. Detto questo, Monti ha ragioni da vendere, le stesse per cui a me questo governo tecnico è andato b e n i s s i m o. Non mi sono sentito nemmeno per un momento deprivato dei miei diritti di cittadino, non credo ci sia stata alcuna sospensione della democrazia. E comunque, dopo le elezioni, non avrei visto male un governo che anziché “tecnico” si sarebbe chiamato “di unità nazionale”, adatto innanzitutto a proseguire senza cinscischiamenti le liberalizzazioni, a continuare nel taglio degli sprechi pubblici, a cominciare a pensare una radicale riforma della Giustizia e – soprattutto e prima di ogni altra cosa –  a dotare la Repubblica di una legge elettorale degna di un Paese civile (e non di una stracazzo di repubblica dei cachi). Purtroppo il Professore ha rovinato tutto, decidendo di mettersi in mezzo nel modo più rumoroso possibile. Gliel’hanno chiesto, si dice. E, certo, se a correre per il PD ci fosse Renzi, forse i moderati attaccati alla robba non avrebbero tirato Monti per la proverbiale giacchetta. Non a caso un frastornato Bersani oggi sembra chiedere a Renzi un aiutino. Basterà?

Che poi, diciamolo, la lista Monti altro non è che il primo nucleo di un centrodestra liberale ed europeista degno di un paese civile (e non di una stracazzo di repubblica dei cachi), e allora ben venga il Professore. Ma qualcuno è davvero convinto che in questo momento l’Italia possa avere un centrodestra (e un centrosinistra) “normali”? Ne riparleremo dopo la definitiva uscita di scena di Berlusconi, non prima. Del Cav. c’è poco da dire. Lo vedo molto tonico, si vede che ha ricominciato a scopare.

Nel frattempo, sulla barca di Monti, oltre ad un certo numero di personaggi preparati ed onesti, sono saliti Fini, Casini (del quale peraltro Bersani non avrebbe disdegnato almeno l’appoggio esterno…) e un manipolo di ex berluscones della peggior specie, tra i quali vale la pena di citare l’Onorevole Straguadagno [sic] o l’Avvocato Pecorella. Insomma, i famosi liberali del cazzo, così ben descritti da Michele Boldrin. Ah già, Boldrin. Nel nostro tri-quadripolarismo imperfetto resistono ancora i piccoli. Boldrin sta con Giannino e quelli di FID, tutti troppo smart per non correre da soli. Alla carica di governatore dell’illinois. Sull’accozzaglia guidata da Ingroia stendiamo un velo pietoso. Oggi si è compreso che le ceneri della “sinistra-sinistra” non erano in realtà ceneri. Erano residuo umido, un percolato che marcisce e si trasforma in un’appiccicosa morchia arancione. Di Grillo non vorrei proprio dover parlare, i sondaggi lo danno in calo ma riuscirà comunque a portare in parlamento qualche assertore dell’ipotesi rettiliana e sentiremo almeno un’interrogazione sulla questione della palla biowash. Sarà divertente. Infine, i Radicali. Io, lo sapete, fiancheggio. Li amo, e mi fanno incazzare. O meglio, ce n’è uno in particolare che amo e mi fa incazzare più di tutti gli altri messi assieme. Ecco fatto: Marco Pannella ha deciso di scrivere a Mario Monti nella speranza che la lista Amnistia Giustizia Libertà venga accolta nella coalizione del professore. Certo una bella pensata. C’è il garantista Pecorella, con Monti, che cosa volere di più dalla vita?

Veniamo, caro Presidente, alla conclusione di questo sfogo Radicale, di questo tentativo di farti riconoscere o semplicemente conoscere, il contesto nel quale inserisci il tuo testo. Sei l’Agente della tua… “agenda”, probabilmente inconsapevole e/o malamente consigliato, per punti di vista “italiani” e non per visione… di religiosità laica, liberal-democratica, euro-mediterranea e di quella anglosassone, liberal-cristiano-fabiana o cattolico-liberale, latino-austriaca, renana e danubiana e degli Islam magrebini, o persiani e omaniani, indonesiani, liberal-democratici, del mondo.

Bravo Marco, Bergonzoni ti fa una pippa.

Saluti da una stracazzo di repubblica dei cachi.

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