Claudio Abbado 1933-2014

Cosa fa Lei, quando non lavora?

Vado su in montagna, nell’Engadina in Svizzera, Lì c’è una valle dove da cent’anni niente può essere cambiato. Lì non c’è nessun traffico, si deve arrivarci in carrozza o a piedi. Lì faccio sempre in estate lunghe passeggiate, che sono per me l’ideale per studiare.

Come si studia durante una passeggiata ? Lei deve avere tutta la musica esattamente nella testa.

Si, la lascio attraversarmi la mente e ripeto tutto interiormente. In questo paesaggio c’è una calma meravigliosa. Persino d’estate lì si trova la neve. E io amo il suono della neve.

Il suono che fa quando ci si cammina sopra?

No. lo si sente anche quando si sta solo sul balcone.

Lei sente la neve?

Naturalmente è qualcosa di assolutamente minimo, neanche un vero reale rumore: un soffio, un nulla di suono. Anche in musica esiste: quando in una partitura è indicato un pianissimo, che va fino al “niente”. Questo “niente” si può percepire acusticamente lassù in alto. […]

(Dall’intervista per «die Zeit», giugno 2013. Traduzione di Vittorio Mascherpa per abbadiani.it)

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